PedagogicaMente è un centro educativo che sviluppa attività ludiche per bambini e bambine, promuovendo buone prassi educative, lettura in famiglia, laboratori e momenti di condivisione. In ambito riabilitativo, le diverse figure professionali mettono in campo le loro competenze occupandosi non solo di disabilità, ma di inclusione: l’obiettivo è quello di creare un terreno di incontro e confronto tra famiglie di bambini e bambine con disabilità e famiglie a sviluppo tipico. Il centro si occupa di diagnosi e trattamento dei disturbi dell’apprendimento tramite doposcuola specialistico e di riabilitazione per l’età evolutiva.

Lettera della Fondatrice

Ilenia Falliti


Ho sognato un luogo nel quale ogni bambino si senta accolto

Quando mi chiedono cosa sia PedagogicaMente, rispondo sempre che è una realtà nata da un sogno, da un’idea di pace universale, di inclusione. La nostra cooperativa si occupa di inclusione, intrecciando diverse professionalità con diverse utenze: famiglie di bambine e bambini con disabilità e famiglie a sviluppo tipico.

Neuropsichiatri, pedagogiste, logopediste, psicologhe ed insegnanti, con formazioni trasversali e complementari sui Disturbi del Neurosviluppo, sui DSA e sulle metodologie educative inclusive, costituiscono il giusto assetto transdisciplinare per cui tutte queste attrici e attori del mondo evolutivo insieme riescono ad avere quella visione di équipe in cui il mondo della disabilità è completamente integrato al mondo dello sviluppo tipico, così come dovrebbe essere in tutti i contesti di vita in cui crescono bambine e bambini… plurali, aperti a tutti ed inclusivi.

Abbiamo sperimentato una metodologia che prevede gli operatori escano dalle loro stanze di riabilitazione per scoprire chi sono realmente le bambine e i bambini nei contesti di vita reale; perché spesso l’analisi e il punto di vista del clinico che non è mai stato dentro una classe, che non ha mai vissuto le difficoltà di un insegnante, è parziale, ridotta ad un solo ambito, cioè il setting terapeutico in cui un adulto con un bambino in stanza lavora.

Invece, secondo noi, bambine e bambini vanno conosciuti in setting diversi, dunque i terapisti vivono il doposcuola, il centro estivo, i laboratori in palestra, le attività educative, dove possono vedere e riconoscere il bambino nei contesti di vita reali, riconoscendo meglio anche il supporto di cui ha bisogno la famiglia nella vita normale. La vera sfida è far sperimentare, ai nostri piccoli utenti con difficoltà, quelli che sono gli apprendimenti in un contesto di vita normale. 

L’anno 2022 è stato, come i precedenti in cui abbiamo vissuto l’esperienza di una pandemia mondiale, un anno davvero difficile per tutti e tutte noi; ma siamo pronte a scommettere ancora su Palermo, sulle bambine e sui bambini e sull’ecologia dell’inclusione.

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